Un viaggio estremo, in sella a una GOAT

Giancarlo, detto "Girumin", è ormai specializzato in viaggi estremi, e dopo avere ripercorso durante lo scorso inverno l'itinerario della ritirata di Russia ha deciso di affrontare un'impresa ancora più ambiziosa: attraversare l'Italia in sella a una Graziella con rimorchio portabagagli, battezzata per l'occasione GOAT: Graziella Operativa Alternativa Tattica.

Lo abbiamo contattato durante il suo viaggio, per farci raccontare l'origine della sua idea. Ecco il suo racconto.
 
Ci sono idee che nascono per caso, ci sono idee che nascono per sbaglio e ci son idee che arrivano seguendo un percorso che magari non conosciamo, che forse riusciamo a delineare solo alla fine del percorso.
 
Questa idea è nata così, non ricordo quando, ma so che ci pensavo da un pezzo.
 
L'idea di partire con una Graziella, con una bici che dificilmente si può associare al lungo percorso. Proprio per quello ho deciso di partire con un mezzo che potremo definire "Vintage", ma forse sarebbe meglio definirlo scomodo...
 
Perché no? Sarà un'idea assurda, ma non è troppo pericolosa (un poco lo è... devo ammetterlo) e allora si parte.
 
Ogni viaggio comincia tempo prima, soprattutto se richiede una buona dose di preparazione tecnica.
 
Allora ravani fra i rottami di bici e trovi un ottimo telaio: robusto... sano... e ti dici che partira con quello. Poi ragioni sul come portar i bagagli, non ci stanno cereto su una Graziella... e poco per volta prende forma la bici e prende forma il carrello, un carrello che si possa trainare con la bici e che possa caricare sia il bagalio sia la bici stessa in
montagna. Avedno già fatto altri carrelli da lungo percorso anche in montagna posso partire da quelli.
 
Monta e smonta, taglia il ferro, cerca l'alluminio, buca e piega... il tempo passa e non sei pronto.
 
"Quando parti?" Ti chiedono i vicini di casa... "Domani parto"
 
E il giorno dopo: " Ma non sei partito?" "Parto domani...".
 
Il tempo passa e non sei pronto, ti vengono i dubbi: "Resisterà questo carrello in montagna? E se si ribalta si sfascia? E se mi tira giù per la collina?"
 
Ma poi arriva il momento, è tutto pronto, hai sempre dei dubbi ma devi partire, carichi tutto apri il cancello e vai. Un metro, un altro, una pedalata, un'altra.. il primo incrocio e sei fuori città... 
 
Cosa spera di raccontare questa storia?
Tanti mi han detto "Perché non vai non un altra bici?"
 
Perché si può fare anche con la Graziella, si può fare con un carrettino.
Perché la bici non inquina, perché è salutare, perchè non genera traffico, perché favorisce l'incontro fra le persone, Mi fermo perché altrimenti scado nella retorica...
 
Perché le nuove frontiere sono forse quelle vecchie, perché l'avventura si trova anche dentro una pozzanghera, perché spesso basta poco per fare tanto, perché non tutto deve essere ultramoderno, ultratecnologico, ultrasofisticato.
 
Per conlcudere: La Graziella su lungo percorso è molto più comoda di quanto pensassi...
 
Giancarlo
 

 

 

 

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