A perfect day (da Como al Rifugio Alpetto di Torno)

Da mesi sto pianificando un piccolo viaggio. Una cosa semplice semplice, due giorni da trascorrere da solo, facendo quello che più mi piace: camminare.
Per l'itinerario scelgo di andare sul sicuro: la traversata del triangolo lariano, da Como a Bellagio. Un percorso che ho già fatto molti anni fa in bicicletta, mai a piedi. Un'occhiata alle mappe, una telefonata al rifugio, la scelta del treno giusto, e si parte.
La stazione delle ferrovie nord si trova a pochi passi dalla mia casa di Milano. Salgo su un treno semivuoto che in un'ora mi porta fino a Como. Un caffè in riva al lago, due passi per raggiungere la cremagliera che porta a Brunate. Salgo insieme a un biker agguerrito, tre giovani escursionisti, e una coppia di mezz'età che si sta godendo una gita fuori porta. Suona la campana, si chiudono le porte, inizia il mio piccolo viaggio.
Dal grande vetro panoramico del piccolo vagone mi godo la vista della città, del lago, della Svizzera poco distante. Scendo, ciondolo nel piazzale senza decidermi a partire, godendomi l'assenza di impegni e di appuntamenti, poiché l'unico orario da rispettare è quello della cena al rifugio, a 25 km da qui. E sono le 9, ho una lunga giornata che mi posso godere con tutta calma.
Esco da Brunate per una ripida mulattiera che costeggia alberghi d'antan e ville patrizie, salendo verso il faro dedicato a Volta, da dove mi godo un bel panorama sul lago. Proseguo lungo un'ampia strada selciata, che sale verso i crinali. Il percorso è bellissimo, nei tratti senza vegetazione alterna viste sul lago a panorami sulla pianura, ma i tratti più spettacolari sono nel bosco che dà il nome all'itinerario: il sentiero dei faggi. Suggestivo, emozionante.
Il sentiero percorre ora un crinale, ora il versante a monte, ora quello a valle, in un saliscendi continuo ma mai troppo faticoso. Dopo tre ore e mezza di cammino arrivo al Rifugio Riella, dove non resisto alla tentazione di una "uncia", polenta concia con il formaggio. È squisita, me la gusto sorseggiando un bicchiere di rosso che prepara il terreno per la pennichella pomeridiana, che mi godo in un prato a pochi metri dal rifugio. Scambio due chiacchiere con Luigi, che sta portando al pascolo il suo gregge di centinaia di pecore. Porta con se un bastone di cui ha ricavato l'impugnatura da un corno di capra.
Scendo rapidamente verso la Colma di Sormano, dove il sentiero incrocia una strada popolata da moto rumorose e da gitanti, e per la fretta di scappare dal caos sbaglio strada, infilandomi in un sentiero che si rivelerà un cul de sac e mi costringerà a una discesa a rotta di collo nel bosco, lungo il percorso di una teleferica da boscaioli, unico brivido della giornata.
Mi aspetta l'ultima breve salita verso il Rifugio l'Alpetto di Torno, dove mi aspetta Daniele, che lo gestisce insieme all'amico Ugo. I bellissimi bambini di Daniele mi catturano e mi chiedono di leggere una bella fiaba sulle api che riempiono di miele la luna, dove una ragazza andrà a trascorrere una luna di miele.
It's a perfect day...

 

 

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