La quinta tappa: Roddino - Vergne

E arriviamo così al penultimo giorno di viaggio, che si concluderà a Barolo dove il nome del nostro percorso, BartoBar, dal Barbaresco al Barolo, compirà il suo senso. Siamo tornati in bassa Langa e i boschi lasciano il passo ai filari di vite stracarichi di uve Nebbiolo, Dolcetto e Barbera, pronti per la vendemmia.

La tappa si interrompe temporaneamente a Sinio, dove Alfa e Franca, due soavi vecchiette, ci mostrano come si fanno le tagliatelle rifilate a mano e i famosi ravioli al plin. La loro cucina è nel foyer del Teatro Comunale e qui insegnano a chi ha orecchie per sentire, i loro segreti, tra i quali quello dei famosi agnolotti al plin. Che significa pizzicotto ed è esattamente questo minuscolo gesto che viene fatto per chiuderli una volta farciti con il ripieno di carne o di magro.

Ecco poi Serravalle dove visitiamo il castello e il suo dongione, torrione circolare alto trenta metri, usato come difesa dai nemici e come alloggio dai signori castellani e quindi la magnifica Monforte d’Alba, dove furono massacrati i catari, per punirli della loro eresia. Prima di arrivare alla meta visitiamo le superbe cantine Cogno con il loro infernotto dove sono custodite le bottiglie più rare e preziose e l’azienda agricola Strà a Novello dove degustiamo un magnifico rosso accompagnato da biscotti di pasta frolla.

Tra i filari - e ormai la sera è in agguato - ci raggiunge Elio e ci fa scoprire l’Osteria dei Bercau, un altro miracolo gastronomico. Le tagliatelle sono fatte a mano - ormai sappiamo riconoscerle e ne andiamo fieri.

 

 

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