La prima tappa: Alba - Treiso

La mattina della partenza è piena di sole, seppur pallido e pronto a lasciare il posto a una pioggia sottile ma ostinata. Sulla base di un monumento in bronzo si parla già del Partigiano Johnny, che questa è la sua terra.

E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull'ultima collina, guardando la città e pensando lo stesso di lui e della sua notizia, la sera del giorno della sua morte. Ecco l'importante: che ne restasse sempre uno.

A tratti ci accompagna Elio, grande conoscitore di vigne e di osterie, e con lui come guida e custode imbocchiamo per prima cosa la via che conduce a Barbaresco e alla torre costruita-appunto-per avvistare gli invasori. Il saluto del giovane sindaco è luminoso come la sciarpa turchese che indossa con noncuranza. In piazza, prima di rimetterci in cammino, troviamo pane, formaggi e calici di rosso. La nostra meta, passando per Treiso e Neive, che abbiamo lasciato alla nostra sinistra, là sulla collina, è ora Cà Pavaglione, teatro della storia di Agostino Braida, servitore presso la famiglia Rabino, che Beppe Fenoglio ha narrato nel romanzo La malora. Ceniamo a casa di Jose, sindaco di Castino, serviti a tavola con gentile disordine da suo figlio che ci offre con orgoglio i vini che produce e i piatti preparati dalla nonna. Acciughe al bagnet verd, frittatine sottili con erbe e cipolle, salame fresco. Poi tagliolini al ragù e bollito misto con salsa verde e salsa rubra, tutte fatte in casa. La torta di nocciole è una delizia. Dormiamo felici in comodi letti…l’annunciata pioggia è arrivata verso sera non è riuscita a rovinare il piacere di questa prima giornata.

 

 

 Movimento Lento - facebook 

 Movimento Lento - Instagram 

You tube - Movimento Lento 

 

 

Privacy Policy

© Associazione Movimento Lento
C.F. 97601240159
Powered by itinerAria