Tutta piana fino ad Aosta

Mi sveglio presto al mattino. Sogno poco. Ricompongo minuziosamente lo zaino, ormai viene tutto automatico, ogni cosa ha trovato il suo giusto assetto e ci va a pennello. Mangio qualcosa. Allaccio bene le scarpe, riempio la borraccia, chiudo la giacca, una rapida occhiata indietro ed esco rapidamente. Mai un dubbio, mai un ripensamento. Al mattino inizio sempre a camminare con una determinazione di cui ignoro la provenienza. Credo sia il risultato, i mille risultati quotidiani. Oggi arrivo a Bolsena, oggi arrivo a Lucca, oggi arrivo ad Aulla. Arrivo a quel tornante e mi fermo, continuo fino a quella curva e faccio pausa, oltre il ponte c’è un paese. Guadagno un metro in più di mondo ad ogni passo: è l’attività più soddisfacente possibile, la più ricca di realizzazioni. 500 km sono niente, è arrivare in cima alla salita che conta, raggiungere il prossimo bar, il bivio con la provinciale. Se ogni giorno mi chiedessi quanto manca all’Inghilterra probabilmente non mi alzerei neanche dal letto. E invece è un viaggio diverso ogni giorno, un ospite diverso ogni giorno, un dialetto diverso ogni settimana, un cibo diverso, un panorama diverso. E ogni giorno hai combinato qualcosa, qualcosa che dà senso a quel giorno e cosa ancor più importante, lo dà anche a quello successivo. 

La Toscana pareva non finire più, l’Emilia è già praticamente finita, insieme agli Appennini. 550km vuol dire un quarto del viaggio, vuol dire un mese di cammino. Le giornate durano tantissimo, ma la partenza continua a sembrarmi l’altroieri. 

A Sarzana sono entrato in un ipercoop: mi scoppiavano le orecchie bruciavano gli occhi e giravano i coglioni dopo meno di un minuto. Buon segno, vuol dire che mi sono talmente abituato ad altri ritmi e che un supermercato è già più ostico di quanto non lo fosse prima. I miei luoghi ora sono le strade, i baretti di paese, le parrocchie, le case degli ospiti e i loro divani-letto. Qualunque cosa di più luminoso e/o rumoroso e/o affollato mi dà il voltastomaco. 

La programmazione si va via via allentando e il viaggio si adatta a se stesso ed alle nuove imprevedibili esigenze; dà un senso di libertà che mancava e anche i tendini se ne accorgono nonostante il tanto asfalto. 

Tra poco pausa. 

Animale guida: tartaruga. 

Sacro Graal: doccia calda.

 

 

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