Scusi per Cambridge?

Terzo giorno, Montefiascone.

Si iniziano così i resoconti di viaggio, no? Cerco di non imitarli troppo, primo ché mi vien meglio camminare che scrivere, secondo ché son noiosi, terzo ché il viaggio sarà scrivibile per bene solo una volta arrivato.

Per caso o per fortuna, son capitato finora nelle case di gente simpatica, calorosa ed accogliente che mi coccola come un cucciolo e mi son reso conto che questa prima metà di viaggio sarà soprattutto una bella scampagnata fra gli Italiani, qualunque cosa essi siano. La prima famiglia di Orte me l’ha trovata all’ultimo minuto Don Carlo, il direttore dell’oratorio dove son diventato il fuoriclasse del calcio che sono oggi: un missionario fighissimo, uno che quando mi vedeva uscire dal baretto con un bicchiere mi si avvicinava minaccioso dicendo: spero sia vino e non coca-cola! tanto per dire.

Non sto neanche a provare a raccontare quello che mi è passato nella testa nei primo kilometro di strada appena uscito da casa: primo ché mi vien meglio camminare che scrivere ecc ecc.. figure retoriche a parte, mettetemici dentro la testa quello che vi pare, ognuno provi a figurarsi come sia stato: io posso solo dire che ad un momento del genere non ci ero preparato, l’emozione avevo proprio dimenticato di allenarla indaffarato com’ero a sorvolare il globo su google e acquistare giocattolini per lo zaino. Non avevo capito che avrei visto la via di casa mia sparire rapidamente dietro l’angolo e tenersi persone amate che magari sono preoccupate ed emozionate e forse era meglio tenerne conto. Comunque alla fine l’atto di camminare prende il sopravvento, il metabolismo cheta i pensieri e si va, dopo un po’ si va e basta.

Finora tanto sole è una cosetta che avevo sottovalutato: il vento. E allora dagli a testare tutti i consigli letti e ascoltati nei mesi scorsi, che forse alla fine divento bravo e trovo l’assetto giusto di zaino, giacca, cappello e i buoni cari vecchi fogli di giornale sotto la felpa che si fanno un baffo degli ultimi ritrovati della tecnologia.

Ad oggi tutto abbastanza facile: le vesciche credo che si arrenderanno presto e diventeranno calli delusi; i tendini spero capiscano l’andazzo e la smettano d’indurirsi; da dopodomani comincerò a rivolgermi alle varie parrocchie e strutture d’accoglienza prima di rincontrare conoscenti o couch surfer; e sempre da dopodomani le previsioni danno pioggia: a noi due, stronza.

Frase ricorrente: aò, te sei dimenticato gli sci!

Animale guida: pappagallo.

Montefiascone, ospiti CS: tappa splendida, passo lentissimo, gambe grate della cortesia. Arrivo in salita come un piccolo Everest. Ci prendo gusto.

Serata montefiasconese da applausi: pizza, risate e test psicologici. Domani tutta discesa verso il lago.

 

 

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