...en suivant les chemins qui n'mènent pas à Rome

Lo scirocco ha sciolto tutta la neve in un paio di giorni, capovolto il termometro e irritato parecchio le nuvolacce fredde che non hanno gradito l’intrusione. A me è andata bene: stavo per pubblicare un video dove mi bullavo di essere diventato una sorta di ambasciatore del beltempo, camminavo in maglietta e fischiettavo tra gli ulivi. Il giorno dopo il cielo mi ha punito e rimesso al mio posto di foruncolo dell’universo.

I piedi inoltre sono gonfi come zampogne e hanno cominciato ad intonare canti natalizi per conto loro: insomma, ultimamente camminare è una sorta di contrattempo tra un incontro e l’altro, sto adattando il percorso e il programma di marcia in modo da incontrare persone (specialmente couchsurfer) il prima possibile: c’è poco da fare, è garanzia di successo: gente che ti apre la porta e vuole conoscerti, non può fallire. Passare da un frate americano del convento di S. Agostino a una famiglia italo-svizzero-olandese di coltivatori organici diretti e linuxiani alla tribù tosco-pugliese con inserti hindi che mi ha accolto per la vigilia dà tutto il senso di questo mio viaggio. Alla fine basta coprirsi a modo per qualche ora, trovare un angoletto riparato dove fare uno spuntino e in men che non si dica hai una doccia calda, un bicchiere di vino e gente nuova da conoscere (non necessariamente nello stesso tempo).

Questa sta diventando la vera motivazione del viaggiare degli ultimi giorni, chè la nebbia e le nuvolacce offuscano la vista e tolgono l’appagamento della conquista visiva, riducono il cammino a mero sforzo fisico. E poi è passata la sbornia di scorci toscani da capogiro, comincio già ad avere appetito di altre geografie (so già che le Apuane e la nebbiosa Padania puniranno questo mio ardire).

Insomma, due settimane son passate veloci ma dense, ho imparato qualcosa, tanto ancora mi manca e temo che il peggio debba ancora arrivare: se i tendini, le articolazioni e soprattutto la testa mi sostengono, spero di poter reggere l’urto.

Ne approfitto infine per ricambiare i tanti auguri ricevuti, dagli ospiti, dagli amici e dai lettori, molti dei quali incontrati durante la preparazione o le prime tappe. In particolare, quelli ricevuti da Ann e dal suo sorprendente pellegrinaggio invernale. Un caloroso abbraccio a tutti quelli che mi hanno aiutato, anche solo con messaggi di sostegno. Io mi sto divertendo, spero siate allegri anche voi.

Buone feste, rigorosamente contromano 

p.s.: presto più foto, ma molti meno cipressi!

 

 

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