Joshimath e il Baba

Eccomi in una quasi citta' ed eccomi di nuovo alla tastiera, mi sembra impossibile tanta grazia.
Valle terribilmente incassata, il fiume sparisce dentro forre oscure ed i versanti sono brulli, a precipizio e devastati dalle frane. Per 35 km e' un continuo addentrasi nel cuore delle montagne. Con un po' piu' di coraggio avrei potuto fare tutto sentiero ma il coro dei no era unanime. Cosi' ho fatto meta' percorso su asfalto, comunque bellissimo. Il sentiero e' impressionante, passa dove nemmeno i camosci si sognerebbero di andare.
Come al solito aveva cominciato a piovere e mi sono infilato in un minuscolo tempio, tipo un cubo di 1,5 m di lato. Una tomba insomma pero' asciutta. Quasi meditavo di accucciarmi per la notte se non avesse smesso la pioggia. Poco dopo e' arrivato un giovane Baba, volto ispirato e fisico bronzeo da premio. Ci siamo trovati in due nel loculo. Ha messo un telo per chiudere l'ingresso, si e' tolto il saio e, seminudo, nella penombra, ha iniziato a massaggiarmi i piedi, poi le caviglie,
le ginocchia, le cosce. Ho raccattato le mie cose e me ne sono uscito con lui dietro che mi tirava per lo zaino. Per un attimo ho pensato che, se avessi voluto provare quell'esperienza, era un'occasione d'oro ...
Stasera il cielo si e' aperto ed ho visto la luna quasi piena che illumina i ghiacciai.

 

 

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