Riflessioni dalla sorgente del Gange di Gangotri

Mi sento nel profondo del viaggio, mi sto abituando a quest’India piena di assurdità ma anche di amore. Mi rendo conto di cosa abbiamo perduto col progresso, le macchine, la sicurezza. Certo non diprezzo ciò che abbiamo ottenuto ma qui c’è, vivente il nostro mondo perduto.

Due quadretti.
1) Ho visto costruire una casa senza macchine e senza gru. Decine e decine di operai lavoravano collaborando con un ritmo interdipendente. Si impastava il cemento con la pala a due, si metteva in sacche portate con due stanghe da due lavoranti che prendevano la rincorsa assieme per salire una ripida rampa di assi. Contemporaneamente qualcuno spaccava le pietre e le metteva in ceste portate sulla testa da uomini, donne, bambini, a ciascuno il peso adatto alla forza. Nessuno con la frusta, nessuno con l’orologio. Bellissimo. Sembrava una danza.

2)Qui con 10 cent di euro ti fanno il chai. Questo significa aggiungere un pezzo di legna al fuoco, far bollire l’acqua, metterci due pizzichi di the, uno di spezie, un mestolo di latte, far bollire nuovamente, filtrare in un bicchiere d’acciaio e passartelo confidando che tu lo prenda subito per non scottarsi le dita. Anche questo è amore, lo bevi con riconoscenza.

Poi volevo dirti dei fiumi. Sono stupendi e mi fanno sognare la canoa. Ce n’è per tutti! In questa stagione hanno il colore dell’Isonzo ma una forza sconosciuta ad altri che ho visto. Le montagne, picchi ghiacciati a parte, fanno paura. Ripide all’inverosimile, brulle, frananti. Pochi villaggi aggrappati in posti incredibili e
terrazzamenti che sembrano fatti dai camosci.

Ho visto e fotografato il ghiro del deodar, la capra dell’Hymalaia ed un cagnolino dolcissimo che vive a 3900 m di altezza. Mi ha fatto fuori i biscotti preziosi.

Frane, terremoti, inondazioni non scalfiscono la dolcezza e l’allegria di questo popolo unico. Sono la sua scuola.

In salute ora sto bene, solo un po’ stanco.
Ho sentito Franco, l’italiano che vive qui e mi ospiterebbe per sempre.
Credo che uno o due giorni di riposo me li meriti.

Il topo occhieggia, la mano ondeggia, il cuore è saldo.

Pier

 

 

 Movimento Lento - facebook 

 Movimento Lento - Instagram 

You tube - Movimento Lento 

 

 

Privacy Policy

© Associazione Movimento Lento
C.F. 97601240159
Powered by itinerAria