Il Primo Giorno

Lunedì 12 Settembre appuntamento alle 08:00 al maneggio per preparare tutto e partire per le 09:30. Avevamo lasciato a riposo i nostri cavalli durante il weekend perché sapevamo che la prima tappa sarebbe stata la più lunga e la più dura da affrontare. Come bagaglio solo lo stretto necessario, quattro cambi ciascuno (esclusi i pantaloni), un paio di pantaloncini, un costume, un pile leggero, il necessario per lavarsi e radersi, un paio di ciabatte da mare, un coltellino, una piccola torcia, un k-way,  il necessario per la cura dei cavalli (brusca, spazzola, nettapiedi, etc) una borraccia da un litro ed un panino.
Avevamo con noi anche i telefonini, la mappa cartacea della via Francigena del Sud, il GPS e i documenti dei cavalli perché avevamo deciso di restare fino a venerdì caricando poi i cavalli sul camion per il ritorno.
In questo modo abbiamo avuto la possibilità di organizzare una passeggiata per giovedì fino a Fossanova, per visitare la famosa Abbazia, approfittando per l’occasione di Davide, il proprietario dell’agriturismo, che ci avrebbe fatto da guida.
Con nostro enorme stupore siamo riusciti a caricare tutto nelle bisacce che, anzi, avevano ancora spazio disponibile; abbiamo quindi lasciato nei nostri armadietti gli zaini che avevamo portato e, dopo un ultimo sguardo alle nostre spalle per controllare di non aver dimenticato qualcosa, siamo partiti … erano ormai le ore 10:00.
La prima parte del tragitto era conosciuta e l’abbiamo percorsa molto rilassati, scherzando sulla velocità con cui eravamo stati in grado di organizzare la nostra avventura e facendoci i complimenti a vicenda per il coraggio mostrato nell’intraprenderla senza troppi indugi; eravamo contenti di essere stati “operativi”! Abbiamo percorso i sentieri conosciuti in circa tre ore e abbiamo deciso di sostare per il pranzo proprio ai confini delle terre che avevamo già esplorato a cavallo, quello che restava da percorrere l’avevamo in buona parte fatto con moto e jeep la settimana precedente.
La sosta è durata solo una mezz’ora, un po’ perché non volevamo arrivare troppo tardi all’agriturismo ed un po’ perché eravamo ansiosi di riprendere il cammino, così Antonio ha acceso il GPS, per verificare che rimanessimo sui sentieri tracciati con le nostre escursioni motorizzate, e siamo ripartiti.
Nonostante avessimo limitato al minimo la necessità di fare asfalto purtroppo non siamo riusciti ad eliminarlo del tutto, il nostro itinerario prevedeva di percorrere circa 200 metri della via Artena prima di prendere un altro sentiero; ci siamo messi su un lato e abbiamo cercato di dare meno fastidio possibile agli automobilisti che sfrecciavano sulla strada. Fortunatamente abbiamo incontrato tutta gente educata e comprensiva, che rallentava in prossimità dei cavalli e, alcune volte, addirittura si spostava nell’altra corsia quando questa era libera … tranne uno! Un simpatico camionista che è passato a tutta velocità e vicinissimo ai nostri cavalli spaventandoli ovviamente a morte. Comunque, a parte questo piccolo inconveniente, siamo riusciti a raggiungere “vivi” il sentiero sull’altra sponda di via Artena e ci siamo rimessi in viaggio verso Rocca Massima. A questo punto erano già circa le 16:00 ed erano sei ore che eravamo a cavallo, sapevamo che mancavano ancora circa 10 Km alla nostra meta e che i sentieri da percorrere sarebbero stati tutti in salita! I nostri cavalli ormai erano stanchi e rallentavano inesorabilmente a ogni singolo passo, così siamo scesi e abbiamo fatto il resto del percorso a piedi.
Alle 18:30 abbiamo raggiunto la nostra prima tappa, stanchi ma contenti di essere riusciti nell’impresa !
La prima cosa è stata togliere le selle ai nostri cavalli, sistemarli nei box non occupati dalle mucche e dargli da mangiare, la seconda fare un bel bagno e la terza … una bella mangiata.
Alle 22:00 eravamo pronti per andare a dormire. Il giorno successivo avremmo avuto bisogno di tutte le nostre forze … ci aspettava la via Francigena del Sud.

 

 

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