La ferrovia dismessa

“He, he! Questa te la devo dire in diretta: passando tra cani, rovi e pascoli, sai cosa ho trovato? Il tracciato di una vecchia ferrovia tra Morano e Castrovillari. Senza binari, selvatica e bellissima. Ginestre, uccelli, cinghiali in amore. Magari l’esperta mi sa dire dove porta… mi piacerebbe proseguire così.”

“Prime gocce, appena detto! Qui vento dei Balcani, cielo cupo, animo allegro. Dovesse piovere, su una stradina così, andrei in capo al mondo. Molti mi mettono in guardia dai pericoli dell’Aspromonte, terra di latitanti senza cuore e cervello. Mi sembra di essere in Bosnia,”

“Gli angeli sono stati più veloci del Database (Valentina, ndR). Con difficoltà ho ritrovato la ferrovia. Mi ha preso come il Tratturo. Ho deciso di seguirla perché è bellissima, nonostante le reticenze, gli abusi, i tratti pieni di rovi o edificati o asfaltati (pochi, per ora). Mi sta riportando a Civita, poi Cassano e Spezzano. Col tempo che fa, è fantastica! A proposito, ricordati delle previsioni…”

“Santuario Madonna della Catena, Cassano Calabro. Per le previsioni meteo, ci ha pensato la fortuna. Un portico accogliente mi riparerà dalle bizze del tempo. Giornata tranquilla sul tracciato della ferrovia dismessa, tra colline, dirupi e cani sciolti. Unica deviazione, alla spettacolare Civita, città albanese allo sbocco del canyon da brivido delle basse gole del Raganello, sì, ancora lui! Percorso tortuoso, di ‘sto passo, chissà dove arriverò ma va bene così.”

 

 

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