La cacciatrice di sogni

Due ragazze italiane si incontrano attraverso uno schermo, in una telefonata tra Madrid e Johannesburg.

Darinka é solare, entusiasta, esplosiva. Travolge dal primo minuto.

Il percorso di WalkAbout.

Dalla Sicilia a Baveno, il suo paese.

“Partendo lontano da casa sarei stata obbligata ad andare avanti in ogni situazione. Sarebbe stato piú facile proseguire che tornare indietro”.

É partita il 21 marzo dello scorso anno, con l’arrivo della primavera, ed ha impiegato sette mesi. Inseguendo il freddo, schivando il maltempo.

Senza preparazione fisica, con lo zaino e due paia di scarpe.

2900 chilometri, tappa dopo tappa. Senza soldi, affidandosi completamente alle persone e alla loro ospitalitá (http://www.walkaboutitalia.com/).

La decisione di partire.

Si era resa conto di essere ad un punto morto della sua vita: dopo la laurea in fotografia si è dilettata in diversi ed assurdi lavori, trovandosi infine a massaggiare teste di giocatori di poker per vivere. “Avevo perso il filo logico della mia esistenza”.

Le scarpe che indossava ogni giorno portavano scritto “GoWalk!” sulla suola. La hanno risvegliata. Ha abbandonato il cliente alla sua partita e ha inziato a camminare. Ritrovando, passo dopo passo, i suoi sogni.

“É stata una partenza istintiva, non credevo nemmeno io di poterlo fare. Poi ho chiesto consiglio, ed ho acquistato fiducia”.

Sogni e perché.

“Ho preso le cinque cose che mi piacciono di piú, e le ho conciliate”.

Camminando non voleva solamente ritrovarsi, sconfiggere le sue paure e avere l’opportunitá di fotografare l’intorno sfiorandolo da vicino. Voleva anche raccogliere, su fogli di carta piegati e inseriti nella scatola che portava sempre con sé, i sogni delle persone che incontrava, di chi la ospitava, nutrendosi di umanitá e di desideri altrui.

“Un po’ come il personaggio di Atreyu de La storia infinita, che sconfigge il nulla stimolando la fantasia”.

WalkAbout Silence e l’arrivo.

“Non avendo soldi tutti i giorni cercavo l’ospitalitá di qualcuno, a cui spiegavo il mio progetto e di cui ascoltavo i racconti. All’altezza di Roma mi sono resa conto che ero piena, come se non riuscissi piú ad assorbire le storie. Lì parte la Via Francigena, ci sono molte strutture ecclesiastiche che forniscono riparo senza fare troppe domande, per cui per circa un mese mi sono immersa in un percorso piú introspettivo”.

All’arrivo ha organizzato una grande festa, cercando di coinvolgere i suoi concittadini, invitando tutti quelli che aveva incontrato lungo il cammino. “Mi sono accorta che la vera casa é la strada”.

Ora e poi.

Da questo viaggio é nato un libro, presentato in anteprima il 14 maggio al Salone Interazionale del Libro di Torino, sbarcando poi a Bologna per il Festival IT.A.CÁ. Danrika effettuerá il tour promotivo attraversando in lungo e in largo l’Italia in sella ad una bicicletta di bambú, con un carrellino di libri.

In sella ad una bicicletta simile ha in programma una nuova partenza, la primavera prossima, per effettuare il giro del Mondo.

 

 

Martina Fabbri

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