Dall'Eden si esce a piedi

Tra 50.000 e 70.000 anni fa i primi Homo sapiens lasciarono, a piedi, la Rift Valley in Etiopia.

Gli scienziati ancora non sono riusciti a comprendere del tutto se fossero spinti dalla crescente pressione demografica o dai cambiamenti climatici che trasformavano un giorno dopo l’altro l’Africa, ma questi nostri progenitori decisero di spingersi in Europa, dove probabilmente cancellarono e si sostituirono ai Neanderthal, e ad est, in Eurasia.

Paul Salopek, giornalista premio Pulitzer, dal 2013 al 2020 ripercorrerà questo loro secondo cammino: dal Medio Oriente all’Asia Centrale fino alla Cina seguendo antiche orme ormai invisibili, raggiungerà lo spigolo nord della Siberia che, come successe allora, lo porterà in Alaska, da cui, infine, percorrerà l’intera lunghezza delle Americhe, giungendo alla Terra del fuoco, dove i nostri coraggiosi antenati toccarono la fine dei continenti (http://www.outofedenwalk.com/).

Un cammino solenne, che lo vede impegnato a confrontarsi con i principali avvenimenti dei tempi moderni, dalle guerre ai cambiamenti climatici, dalla tecnologia in continua evoluzione alle migrazioni di massa. Paul cammina con la gente del posto, con chi è toccato in prima persona, quotidianamente, da questi accadimenti, ascoltandone le storie, soprattutto quelle che altrimenti non sarebbero mai raccontate.

Purtroppo quelle che un tempo erano le isole fertili delle prime civiltà, ora sono culle di conflitti e ostilità. Dopo 3000 miglia, il suo camminare è stato bloccato da paura, rabbia e paranoia. I Curdi armati li hanno scambiati per predoni e Paul e la sua guida sono stati costretti a percorrere un tratto in taxi. La realtà in un attimo li ha avvolti e trascinati violentemente all’interno delle tumultuose diatribe politiche. I camminatori, però, imparano presto a lasciarsi cullare dal movimento, a farsi trasportare dagli accadimenti dei luoghi calpestati per non ferirsi dalla forza di una corrente opposta. Come coloro di cui rimarcano i passi diventano esperti di sopravvivenza.

In questo viaggio, nelle 21.000 miglia che percorrerà, Paul Salopek vuole ritrovare “una realtà biologica ineludibile. Siamo fatti per camminare. Siamo stati selezionati per assorbire il senso dei nostri giorni all’andatura di tre miglia all’ora”.

 

 

Martina Fabbri

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