Riflessioni Zaino vs trolley

Zaino e trolley, le differenze tra i due. Differenze che partendo dalla struttura fisica dell’oggetto si estendono a un livello concettuale.
Intanto lo zaino ti vuole bene perché ti abbraccia. Ti avvolge affettuoso come un koala, come un bimbo che ti si aggrappa addosso.

Diventa parte di te, del tuo corpo, cammina con te, non ti segue basso, strisciante e ossequioso come fa il trolley, ma è un vero e proprio compagno di viaggio e vede il mondo alla tua altezza.

La fisionomia del corpo di chi porta uno zaino è bella, è piacevole a vedersi, piena, completa. Ti suggerisce già qualcosa di per sè, un’avventura, un’esperienza, una scoperta.

Chi porta un trolley è diverso, si collega al viaggio con un’estensione da sè. Mette una distanza, è meno coinvolto. Il trolley suggerisce più impersonalità, distacco, è un cane al guinzaglio che non ti da libertà, hai una mano occupata e l’attenzione vigile per non intralciare, non dimenticare in giro quell’altro da te, quell’appendice. Il trolley non ti coinvolge nel viaggio, ti distrae dal viaggio.

Certo lo zaino ti carica di un peso, mentre il trolley te ne libera. Ma la maggior parte delle volte, quando possibile, lo zaino ben studiato su un viaggiatore esperto  non rappresenta un problema, anzi. Un peso ragionevole, ben distribuito più che un fastidio è una fonte di equilibrio che ti pianta i piedi a terra e ti mantiene eretto.

Facendo un rapido calcolo ho camminato tutto il giorno per almeno 5 mesi nella mia vita in compagnia di uno zaino sulle spalle che conteneva tutte le mie necessità e quando lo toglievo sentivo una mancanza, un disequilibrio, il mio corpo instabile e leggero lasciato in balia del vento.

Lo zaino insegna, è un maestro di viaggio, che indica impietoso quanto sono da ridurre le esigenze materiali, arrivando a far capire quante poche esse in effetti siano. Il trolley è molle, ti vizia, concede capricci, non forma il carattere, ti lascia prendere la terza porzione di tiramisù, senza preoccuparsi e avvertirti che stai proprio esagerando.

Lo zaino è misterioso, furbo, ingegnoso, mille e una tasca, tutte diverse, ognuna addetta a determinate e specifiche necessità, aperture diversificate, molteplici punti di accesso per facilitare la ricerca, piccole caverne per nascondere tesori.

Il trolley? Una scatola. Semplice e ovvia ai limiti dell’imbecillità.

Chiara Rossi 

 

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