Le Alpi a piedi

Torno a un passato remoto con un cammino per me memorabile. E certamente indimenticabile anche per Cristina, che con me ha condiviso questo e tanti altri viaggi a tre chilometri all’ora. 1.950 chilometri per andare dal Colle di Cadibona, o Bocchetta di Altare, alle spalle di Savona, fino al passo di Vrata, sopra Fiume, nell’allora Jugoslavia.

L’emozione di andare da un capo all’altro di una catena montuosa straordinaria, un colpo di scena dietro l’altro per panorami, fioriture, incontri, difficoltà, dislivelli. Cinque sensi coinvolti e saziati per trasformare uno scolastico macograpenalerecagiù in uno spazio di vita lungo cento giorni e cento notti. Tenda in spalla per fermarci dove ci pareva con una canadese in gore-tex della Ferrino. Era il 1983, era la prima volta che in Italia si usava questa membrana, data per traspirante e impermeabile al contempo, nella fabbricazione di una tendina canadese. Vecchie forme con nuovi materiali. Una casa rossa per andare di colle in colle guardando le vette e le valli, ma anche il mare e le pianure, le città e i paesi. Vette da guardare e da salire, come la cima del Monte Bianco dal versante italiano, dal ghiacciaio del Miage, in un giorno grande con 4.700 metri di dislivello fra salita e discesa.

Parentesi alpinistiche in un cammino facile, di puro escursionismo, da 2.000 metri di dislivello il giorno, colmo di bellezza e di sudore. Ricordo la gioia di avere sete e di bere a una fonte. Acqua gelida e profumo di rododendri. Mucche al pascolo e latte caldo. E sempre andare, un colle dietro l’altro, su e giù a cavallo delle Alpi, dalla mia Liguria all’Europa.

https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=/it/resource/blog/RiccardoCarnovalini/le-alpi-piedi/&src=sdkpreparse

 

 

 Movimento Lento - facebook 

 Movimento Lento - Instagram 

You tube - Movimento Lento 

 

 

Privacy Policy

© Associazione il Movimento Lento - APS
C.F. 97601240159
Powered by itinerAria