Una Mila vagante

Un semaforo del centro cittadino, una donna in bicicletta, il caschetto ben assicurato sotto il mento, affianca una ragazza, e le sorride, aspettando il verde. Quando la luce vira, scatta sui pedali, e si allontana. Ha un appuntamento in Piazza Nettuno, con i delegati del dipartimento di Salute mentale dell’Azienda USL di Bologna.

Cinquantotto anni, tecnico della riabilitazione psichiatrica. Non un’atleta, né tanto meno una ciclista, semplicemente una donna determinata che ha deciso di percorrere 2000 chilometri in sella, per stimolare l’attenzione pubblica sulla salute mentale.
E’ partita, con il supporto della FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, da Gemona del Friuli ed è arrivata a Lampedusa, tagliando trasversalmente l’Italia dall’estremo nord-est al punto più a sud della penisola.

Mila ha lanciato una sfida a se stessa ed al suo corpo, affetto da diabete, che si è trovato a lavorare come non gli capitava da tempo. Portando la mente a scoprire meandri inesplorati, che il moto perpetuo dei pedali esalta e concentra. Scoprendo ogni giorno qualcosa che ancora non sapeva di sé, degli altri, della vita. Imparando un chilometro dopo l’altro come superare al meglio, utilizzando creatività e ingegno, le difficoltà che si sono presentate sulla sua strada.
Contemporaneamente, per aiutare la ricerca medica, è stata seguita da un equipe dell’Università di Pisa, prestando la sua fatica per uno studio sull’andamento della glicemia in caso di sforzo lento ma prolungato.

Due mesi lontana dalla frenesia quotidiana, attraverso un moto lento ma inesorabile, con vento e pioggia, con sole e meraviglia.
Un ”viaggio partecipato”, condiviso con le persone incontrate lungo la strada e quelle raggiunte attraverso i social network, il quale ha avuto anche il significato di poter pensare ai disagi psichiatrici «come qualcosa non sempre e solo negativo, ma che può far nascere anche idee originali e audaci. E questo viaggio, in fondo, è una vera “pazzia” partecipata».

«Vorrei essere una sorta di esempio attraverso la mia fatica e la mia determinazione: si può fare qualcosa di straordinario, anche senza essere straordinari».

 

Per scoprire tutti i dettagli del viaggio di Mila potete consultare il suo sito web: http://biciterapia.it/ .

 

Martina Fabbri

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