Un pasticciotto di primo mattino

Sei pronto a pedalare di masseria in masseria, all’ombra dei monumentali ulivi del Salento? La stagione è propizia, c’è aria di primavera, anzi, a Lecce è già primavera. Al banco del bar, una parola che non conosci: “pasticciotto”.

No, non è come credi. Non è rivolto a te. Non hai fatto nessuna gaffe. Non sei sceso dal letto col piede sbagliato, la malasorte non è alle tue calcagna. In sostanza non è successo nulla, perché il pasticciotto di cui sopra, è il benvenuto mattutino che ti dà qualsiasi buona pasticceria salentina. Ed è il modo migliore per carburare se ti attende una giornata in sella.

Pasticciotto e cappuccino sono la regola a Lecce e dintorni, e se non conosci questo dolce, cercalo subito. Facile individuarlo, per la forma a barchetta e la superficie dorata. Così vuole la tradizione, che fa risalire le prime testimonianze all’inizio del XVIII secolo.

Chi pensa che la pastafrolla sia tipica del Nord Europa sbaglia di grosso. Ecco infatti che il più classico dolce del tacco d’Italia è a base di pastafrolla. E siccome siamo nel profondo Sud, dove il burro è alimento pressoché sconosciuto, la pastafrolla si fa con lo strutto. Attenti amici vegani, a non farvi tentare dalla gola: il pasticciotto della tradizione non è per voi.

La barchetta di pastafrolla contiene un cuore di crema pasticcera, ed è cotto in forno in modo che la superficie della crema si presenti con un bel colore dorato. Gli ingredienti sono semplici, farina, latte, uova, strutto, zucchero e scorza di limone come aroma. Cose genuine, ogni masseria ne era ben fornita.

Un consiglio: pretendilo caldo, appena sfornato.

 
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