SENZA MAPPA: Vagabondi nello spazio-tempo

In Islanda, un viaggio sciistico, senza meta, nel nulla bianco del deserto lavico Ódàdahrun, isolato nelle tempeste dell'inverno. Unico obiettivo prestabilito: tornare entro 20 giorni al punto di partenza, trovando la strada per mezzo della sola sensibilità umana. 

Tratto da: Rivista della Montagna n. 254, gennaio-febbraio 2002

Non c’è nulla. O meglio, non c’è nessuna di quelle forme, di quei colori, che di solito identifichiamo con la realtà. Siamo sprofondati in un buco bianco, dove per le proprietà fisiche del deserto freddo avvolto di nebbia la luce non si scompone nei suoi colori. Neve e aria sono indistinguibili, e ciascuno di noi non può vedere altro che le sagome oscure dei due compagni e delle loro slitte al traino. Scivolano sospese nel fluido di latte, omogeneo, non si sa se in reale avanzata o slittando sempre nello stesso punto. Ma chi di noi tre, a turno, sta davanti, non vede nemmeno le sagome: c’è solo il buco bianco che assorbe tutto lo spazio, dentro cui si alternano avanti e indietro le due punte degli sci sottili, non si sa verso dove, né per quanto tempo. Lasciato ogni riferimento, spazio e tempo sono quanto mai sovrapposti e relativi. È difficile immaginare che gioia sia per me procedere dentro questo universo parallelo, senza che gli occhi colgano nulla se non latte senza fine. Gioia perché l’ignoto mi rivela l’esistenza di dimensioni ulteriori, alternative; non di minacce. Sarebbe minacciosa una forza ignota che mi respingesse, mi scuotesse; ed è invece meraviglioso avanzare nell’insondabile. Certo, se avessimo carte topografiche e GPS, il procedere in questo biancore sarebbe elementare, una noia infinita, una ripetizione delle tabelline. Un conteggio di chilometri, come sui tapis roulant delle palestre. Ma qui non abbiamo niente del genere: neanche bussola, altimetro, orologio, cellulare. Né una meta obbligata. Ecco perché all’interno di questa bianchezza mancano davvero i sistemi di riferimento fissi: pare di viaggiare attraverso la formulazione di nuove teorie sulla realtà. Andare avanti così è talmente agli antipodi dell’attuale senso comune su ciò che si può fare o non fare, che mi viene da paragonare l’esperienza all’ascolto di un discorso di Giordano Bruno nel XVI secolo o al gettare uno sguardo nel famoso cannocchiale di Galileo Galilei. Con la differenza che nel deserto islandese, in reale isolamento, non c’è nessuna “inquisizione” del nostro tempo che venga a imporci di rinnegare ciò che stiamo vivendo.

https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=/it/resource/blog/Franco_Michieli/senza-mappa-vagabondi-nello-spazio-tempo/&src=sdkpreparse

 

 

 Movimento Lento - facebook 

 Movimento Lento - Instagram 

You tube - Movimento Lento 

 

 

Privacy Policy

© Associazione il Movimento Lento - APS
C.F. 97601240159
Powered by itinerAria