In cammino lungo la Via Francigena, nelle Terre di Siena

Viaggiando con lentezza lungo l’antico itinerario, il moderno viandante può conoscere l’anima dei luoghi, e diventare parte integrante del paesaggio più famoso d’Italia

Ci sono paesaggi che fanno parte dell’immaginario collettivo, tanto da diventare icone di un territorio, di una regione, o di una nazione. Le Terre di Siena sono tra questi: per i viaggiatori in tutto il mondo rappresentano non solo un simbolo del paesaggio toscano, ma addirittura la sintesi della bellezza, della quiete, dello stile di vita italiano.

Le torri di San Gimignano, la Piazza del Campo di Siena, i cipressi della Val d’Orcia sono immagini conosciute in tutto il mondo, protagoniste di innumerevoli pellicole, fotografie o spot pubblicitari, e per questo rappresentano un’attrattiva di grande interesse per il turismo internazionale. Non tutti sanno che oggi è possibile attraversare a piedi questi luoghi, e con loro l’intero territorio senese, lungo un antico itinerario: la Via Francigena.

Da San Gimignano a Radicofani si cammina per una settimana lungo un percorso completamente segnalato, lungo strade secondarie a basso traffico, e soprattutto lungo le leggendarie strade bianche, che nel territorio senese sono salvaguardate come beni culturali.

Anziché osservare il paesaggio dal finestrino dell’auto, è possibile entrarci, diventarne protagonisti.

La lentezza regala al viandante uno sguardo più attento, e gli consente di comprendere il territorio nelle sue sfumature. S’impara a leggere la struttura urbanistica dei centri storici più famosi, come San Gimignano e Siena, sviluppati lungo la Via.

O a stupirsi di fronte alle piccole meraviglie meno note, come la Grancia di Cuna, con le sue scale un tempo percorse dai muli, o Vignoni Alta, la cui porta sembra guardare all’infinito.

Si beve Brunello dopo avere attraversato per ore i vigneti di Montalcino, e si assapora il cacio di Pienza dopo aver incrociato le greggi al pascolo in Val d’Orcia.

E ogni tanto, camminando lungo i crinali della Val d’Arbia, s’incontrano cavalieri solitari, che allenano i cavalli del Palio montandoli “a pelo”, senza sella.

Immagini da sogno, amplificate dalla lentezza con cui le si assorbe pian piano, senza fretta, passo dopo passo.

 

Alberto Conte

 

 “Per approfondimenti e informazioni sulle strutture d’accoglienza visita il sito delle Terre di Siena

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