Un viaggio per immagini lungo il Cammino di Santiago del Nord

Più di 1500 fotografie geolocalizzate sulla mappa animata del percorso, e 32 foto panoramiche a 360 gradi raccontano per immagini il nostro viaggio estivo lungo la costa spagnola. Se volete farvi un’idea della bellezza dei paesaggi costieri guardatevi qualche slide show, oppure leggete la nostra opinione sullo stato attuale del Cammino di Santiago.

Come sta il Cammino di Santiago? Cosa significa oggi viaggiare a piedi lungo l’itinerario più famoso del mondo?

Me lo sono chiesto spesso, lungo i più di 900 km percorsi tra Irun, cittadina basca al confine con la Francia, e Muxia, incantevole villaggio sulla costa atlantica. Viaggiare in agosto in Spagna, così come in Italia, non è facile qualunque sia la destinazione: l’affollamento è assicurato, i problemi di alloggio vanno messi in preventivo. Anche per questo ho scelto il Cammino del Nord, notoriamente molto meno frequentato del “classico” Cammino Francese. Ho però dovuto fare i conti con il tasso di crescita a due zeri che caratterizza da anni il flusso dei pellegrini: 46.000 arrivi nel mese di agosto, contro i 41.000 dello stesso periodo nel 2012. Anche se solo 3.800 pellegrini hanno scelto quest’anno il Cammino del Nord, il numero insufficiente e le piccole dimensioni delle strutture di accoglienza in alcune tappe ha fatto si che ci fossero spesso problemi di eccessivo affollamento, tanto che in più occasioni sono stato costretto a dormire all’aria aperta o in una pensione.

Per la prima volta ho provato sulla mia pelle la crudele corsa all’accaparramento del posto: molti pellegrini si svegliavano ben prima dell’alba, non tanto per evitare il caldo (la temperatura è sempre stata mite) ma per arrivare presto alla tappa successiva ed occupare un posto nell’ostello municipale. Ho sentito racconti di camminatori che si vantavano di avere battuto sul tempo una famiglia di 8 persone, in cammino con alcuni bambini, che se fossero arrivati a destinazione avrebbero occupato buona parte dei posti letto di un piccolo ostello. Insomma, una guerra dei poveri, piuttosto lontana dallo spirito di condivisione che dovrebbe caratterizzare questo tipo di esperienza.

Se la speranza del popolo dei camminatori è quello di portare nella vita di tutti i giorni lo spirito del cammino, durante questo viaggio ho purtroppo dovuto constatare l’opposto, ovvero che la vita di tutti i giorni (e con lei la fretta, la superficialità, il consumismo, la competitività), è entrata a gamba tesa nel Cammino, creando spesso situazioni fastidiose. Il basso costo del vitto e dell’alloggio (da 3 a 6 Euro per una branda in un ostello pubblico, da 8 a 12 euro per un menu del pellegrino), oltre ad attrarre moltissime persone che hanno problemi di budget, a mio modo di vedere sta creando un livellamento verso il basso della qualità dell’accoglienza e dei servizi. Non tanto dal punto di vista delle infrastrutture (la qualità media degli ostelli è buona) ma del calore degli ospitalieri, sempre più spesso persone stipendiate poco motivate e poco sensibili ai bisogni dei pellegrini.

I grandi numeri non consentono di curare il rapporto umano, e anzi rischiano di creare tensioni, soprattutto se i posti letto sono insufficienti ad accogliere tutti. Tuttavia anche in condizioni normali, ho avuto l’impressione che sia gli ospitalieri e gli operatori turistici, sia la comunità locale, si siano un po’ abituati al continuo flusso di pellegrini, e che la curiosità creata dai viandanti nella prima fase dello sviluppo del cammino abbia ceduto il posto a un atteggiamento di indifferenza, o all’attenzione interessata di chi vede nel pellegrino un “pollo da spennare”.

Spesso ho avuto l’impressione di viaggiare su un “tapis roulant”, che attraversava il territorio spagnolo senza toccarlo veramente. Più un’impressione da automobilista che da camminatore. Comunque, a parte le considerazioni “tecniche”, che comunque è bene tenere in considerazione se si guarda al lavoro da fare sui cammini italiani, dal punto di vista paesaggistico il Cammino del Nord è spettacolare e spesso sorprendente.

I tratti lungo la costa sono spesso spettacolari, si cammina lungo le spiagge per chilometri, si prova spesso l’ebbrezza del cammino sul bordo di falesie a strapiombo sul mare, si attraversano bellissime città come San Sebastian, e anche l’entroterra è spesso molto gradevole. Insomma un bel cammino, il cui unico difetto è l’asfalto, che in alcune tappe arriva al 100%, e mediamente posso stimare comunque al 60-70% sul totale dell’itinerario. Un vero martirio per i piedi sensibili.

Il lavoro fotografico svolto aveva l’obiettivo di documentare il cammino nel modo più neutro possibile, sia per consentire a chi sta progettando di mettersi in camino di farsi un’idea abbastanza precisa di come è fatto il percorso, sia per dare la possibilità a chi lo ha già fatto di ricordare l’itinerario. Spero che vi possa essere utile, e vi auguro buon cammino!

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